Gestisci meglio il tempo: l’e-book che ti insegna a stabilire le priorità

Gestisci meglio il tempo

Gestisci meglio il tempo – con i consigli di Steve Pavlina è un manuale che spiega come migliorare la programmazione del proprio tempo tramite l’utilizzo di svariate tecniche, alcune molto note, altre meno, altre inedite in quanto ideate dallo stesso blogger: dal Triage al Timeboxing, dal Carver (un modello impiegato negli ambienti militari) all’utilizzo dei microcompiti, alla regola del 50-30-20 e altre ancora.

Tutte le tecniche sono rivisitate attraverso l’esperienza di Steve Pavlina, che le ha sperimentate di persona, in particolare durante gli anni dell’università, riuscendo a laurearsi in un tempo molto ridotto rispetto a quello curricolare. Pavlina ne spiega il funzionamento, come utilizzarle al meglio, quali sono le più efficaci e quali invece lasciar perdere perché largamente infruttuose.

Gestisci meglio il tempo non è l’ennesimo manuale di gestione del tempo – o Time Management come spesso si usa dire soprattutto in ambito aziendale – ma un’opera la cui originalità proviene non solo dalla sperimentazione personale che l’autore ha fatto dei contenuti, dalle sue recensioni e dai suo consigli, ma soprattutto dal fatto che l’autore porta il lettore lungo un percorso di consapevolezza per capire se l’uso che fa del proprio tempo dà senso alla propria vita oppure se, al contrario, è solo un vano affaccendarsi per perseguire in maniera sempre più efficiente ma acritica le priorità altrui, siano della società, della famiglia, degli amici, dell’azienda per cui si lavora.

L’e-book comprende un’appendice con l’elenco di documenti che lo stesso Pavlina utilizza nella sua programmazione, quale proposta da cui ognuno può prendere spunto a seconda delle proprie necessità.

Prima edizione:  gennaio 2016

Pagg. 221 in formato pdf

L’arte di gestire il tempo. GTD e gli altri metodi

 

Il tempo fluisce in modo uguale per tutti gli uomini. E ogni uomo galleggia nel tempo in maniera diversa.

Manuel Neila

Time management

 

Quando si parla di gestione del tempo è d’obbligo cominciare citando Getting Things Done di David Allen (abbreviato in GTD, marchio registrato) che, nei post che compongono l’e-book Gestisci meglio il tempo, Pavlina menziona più volte, invitando a leggerlo e a metterlo in pratica.

Pubblicato nel 2001, GTD è stato tradotto in italiano con il titolo di Detto, Fatto! L’arte di fare bene le cose, ed è considerato una pietra miliare nell’ambito del time management.

L’autore, consulente di produttività, vi espone un metodo, da lui teorizzato dopo anni e anni di esperimenti e prove, per portare a termine con successo le attività della propria vita, privata e professionale.

Non mi dilungherò qui sui “pilastri”, la definizione è dell’autore, su cui si fonda GTD: un’ottima sintesi ci è fornita da Wikipedia e consiglio di leggerla a chi volesse farsi un’idea di come funziona prima di comprare il libro.

Applicando il metodo si dovrebbe riuscire, innanzitutto, a mantenere libera la mente e a vivere senza stress, consapevoli che tutte le attività di cui occuparsi sono state perfettamente incasellate in una precisa collocazione temporale, in modo che, non solo sarà impossibile non considerarle ma, al contrario, saranno sicuramente portate a termine. Il fine è quello di fare più cose in meno tempo godendo quindi di maggiore tempo libero.

Chi critica il metodo GTD è perché lo trova abbastanza complicato da mettere in pratica, ed è per questo che, nel 2006, Leo Babauta ne ha tratto una versione semplificata, intitolata Zen to Done, in realtà opera originale piuttosto che mero riassunto. La lezione inedita di Babauta si concretizza soprattutto nell’aver introdotto i MIT – Most Important Task – cioè le attività che non possono essere tralasciate.

Ne scrive Sara Maternini di Girl Geek Life in un post che è una carrellata di metodi per il time management.

I MIT servono per stabilire le attività di cui occuparsi in via prioritaria: 3-5 attività da fissare la sera prima e svolgere assolutamente il giorno dopo.

Il metodo di Babauta, afferma Sara, si riassume in poche parole chiave Raccogli, Gestisci, Pianifica, Fai, Organizza, Revisiona e Semplifica, quest’ultima fase in realtà potrebbe sintetizzarle tutte. A proposito, il parere di Sara su GTD è piuttosto interessante, leggete il post.

Tra parentesi, Leo Babauta è un blogger professionista, nel senso che vive (mantenendo moglie e sei figli) dei proventi del suo blog. Se volete sapere come ha fatto, il notissimo Tagliaerbe (Davide Pozzi) si è aggiudicato un’intervista, è un po’ datata ma data la caratura del personaggio vale la pena.

Se invece vi siete incuriositi sulla tecnica del Pomodoro, citata da Sara nel suo post, vi segnalo questo simpatico video.

Chi volesse scaricare il manuale (e magari leggere altri articoli sulla gestione del tempo) può farlo dal blog di Rino Rizzo, esperto di project e time management.

Tornando a GTD, secondo Gina Trapani di Lifehacker il metodo perfetto per gestire il tempo non esiste e la proposta di Allen non fa eccezione. Può darsi che funzioni al 95% ma ci sarà sempre la situazione in cui ti troverai in impaccio. Il segreto, dice lei, è quello di non prenderlo alla lettera ma sperimentare quello che meglio fa per sé, adattandolo alle proprie esigenze, magari introducendo suggerimenti tratti da qualche altra metodologia.

Steve Pavlina, che ha iniziato a studiare le tecniche di gestione del tempo all’università (e grazie alla cui applicazione ha preso due lauree in due anni anziché nei quattro anni regolari) condivide quanto sostiene Gina Trapani.

Se leggerete Gestisci meglio Il tempo – con i consigli di Steve Pavlina troverete approfondimenti di varie metodologie, alcune delle quali in Italia pressocché sconosciute, come il Carver, una tecnica militare americana, congegnata dall’esercito, che spiega molto bene come stabilire le priorità nella scelta degli obiettivi da perseguire.

Vi ho incuriosito e volete l’e-book?

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La mia intervista per Ecoworkmagazine su Steve Pavlina in italiano

cropped-avatar-ecoworkHo avuto il piacere, e l’onore, di essere intervistata da un blog al quale collaboro, Ecoworkmagazine, per illustrare ai lettori in che cosa consiste il progetto Steve Pavlina in Italiano. Grazie a @stefaniaburra per le interessanti domande, alle quali ho risposto con piacere.

 

Ecco un estratto dell’intervista, il cui testo completo è leggibile qui. Buona lettura.

[…]

Come è nata l’idea di tradurre gli scritti di Steve Pavlina?

Seguivo il suo blog da anni, poiché nutro un notevole interesse per la crescita personale e le tematiche del miglioramento di sé. Lo avevo trovato per caso navigando il web e da allora non lo ho più mollato. In Italia ci sono svariati blog e siti che si occupano di sviluppo personale ma  non pochi lo fanno in maniera superficiale e dilettantistica, riducendo spesso il tutto a “come usare il web per guadagnare”.  Altri invece trattano problematiche che sarebbero interessanti, ma mischiando concetti scopiazzati qua e là e rivelando scarsa conoscenza dell’argomento. Quando addirittura non è lo stesso uso della lingua italiana a essere scadente. Insomma, tanta fuffa e poca sostanza e, spesso, leggere quegli articoli e scaricare gli e-book, ancorché offerti gratuitamente (ma per carpirti l’e-mail!), si rivelava in definitiva solo una gran perdita di tempo.

Pavlina in che cosa si differenzia da questi blogger?

Pavlina è un altro pianeta, si colloca su un livello assolutamente diverso:  l’originalità degli argomenti (di alcuni è l’unico ad aver parlato),  le diverse angolazioni da cui sono sviscerati, il grado di approfondimento e la cura che dedica ai ragionamenti per presentare tematiche complesse in maniera comprensibile a chiunque, creano un valore enorme per il lettore. La scoperta del blog di Pavlina mi ha aperto un mondo.  Ho divorato tutti i post usciti negli anni precedenti e mi sono iscritta alla sua newsletter per non perderne neanche uno. All’epoca il mio interesse era quello della fruizione personale, ero ancora lontanissima dall’idea di tradurlo.

Quando hai pensato per la prima volta di tradurlo?

E’ stato come un lampo, un’intuizione improvvisa, non un’idea ragionata. Poi è venuto il ragionamento e allora la prima cosa che ho fatto è stata quella di fare una ricerca sul web per vedere se esisteva già qualche traduzione, se qualcuno stava già attuando un progetto simile: non c’era nulla e nessuno. Un paio di post lo citavano, uno parlava della sua tecnica dell’esperimento di 30 giorni e l’altra della sua separazione dalla moglie. La via era libera.  A quel punto ho deciso di cominciare a tradurre. Devo precisare che ho sfruttato il fatto che lo stesso Pavlina aveva tolto il copyright ai suoi scritti concedendomi di fatto la possibilità di tradurre senza dover pagare dei diritti. Inizialmente pensavo di pubblicare i post singoli, ma poi mi è sembrato più interessante e creativo raggrupparli per argomento tematico per creare veri e propri libri.

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