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Le credenze limitanti sono una scusa

Il titolo, provocatorio, serve a introdurre con più forza l’idea espressa da Steve Pavlina per cui spesso le convinzioni limitanti sono addotte come comode scuse per non muoversi e non agire. Come se, finché non le abbiamo superate, fossimo autorizzati a restare nella nostra calda cuccia senza far niente per migliorare la nostra situazione. Il significato del post è che invece non bisogna aspettare di aver eliminato le nostre paure ed idee sbagliate per agire, ma cominciare a muoverci oggi steso, man mano che lavoriamo per dissipare le idee che ci limitano.

Ecco il post, che ho tradotto per te.

Cerchi l’approvazione delle tue credenze limitanti?

Non ti è necessario superare le tue credenze limitanti prima di passare all’azione. Pensare di doverti liberare di tutte le tue attuali convinzioni limitanti è solo una tattica per rimandare, giusto? Rivoluzionare le tue idee è un prerequisito non necessario per agire. Pensare di dover prima modificare le tue convinzioni è come cercare di convincere un genitore che ha dubbi sul fatto che tu vada nel mondo e abbia successo. Niente che tu possa dire lo convincerà. Anche se tu dovessi uscire nel mondo e avere successo probabilmente lui non si convincerà.

Se dici a qualcuno che vuoi diventare imprenditore, per esempio, e questa persona ti ride in faccia, hai bisogno di convincerla per provarci? Devi proprio parlare con lei per dimostrarle che sei disposto a metterci l’impegno necessario? Certo che no. Limiti a dire: “Che vadano a quel paese chiunque ha dei dubbi su di me!” e poi agisci.

Se in futuro avrai un successo strepitoso si convinceranno? Credo proprio di no. Troveranno sempre motivi per dubitare di te o sminuire il tuo successo.

Walt Disney si rammaricava che suo padre, Elias Disney, non capì mai il successo che Walt aveva raggiunto. Questo non gli impedì di agire, però. Walt ebbe numerosi successi e altrettanti fallimenti. Anche dopo aver vinto molti Academy Awards non ottenne mai l’approvazione di suo padre.

Che cosa potrebbe capitarti se i tuoi fallimenti dovessero essere più grandi e più numerosi dei tuoi successi? Qualcuno potrebbe dirti “ti avevo avvertito!” Ma chissenefrega! Chi te l’ha chiesto! È facile predire il fallimento degli altri, non dare importanza a quelle parole. Meriti molto più credito per quello che hai fatto e per quanto hai imparato dall’esperienza.

Che relazione hai con le tue preoccupazioni, i tuoi dubbi e le tue credenze limitanti?

Brami l’approvazione di parti di te stesso che non te la concederanno mai?

Ti preoccupi che queste parti di te alla fine ti dicano: “te l’avevo detto”?

Niente di questo è importante. Non sono motivi validi per trattenersi. Ci saranno parti di te che non saranno mai convinte e non è nemmeno necessario che lo siano.

Smettila di cercare l’approvazione delle parti di te che hanno dubbi e non collaborano. Non pensare nemmeno di dover dimostrare loro che hanno torto. Alza gli occhi al cielo, come farebbe una persona d’azione di fronte a uno scansafatiche pieno di dubbi.

Se proprio vuoi stare a discutere con quelle parti di te, fallo quando sei in movimento, non come prerequisito per agire. Potresti essere ancora più fortunato di Walt Disney. Forse il tuo genitore interno alla fine verrà a dirti: “ho sbagliato a dubitare di te. Sono molto orgoglioso di te. Hai avuto un successo straordinario. Non avrei mai detto che saresti riuscito a volare con quelle enormi orecchie flosce!”.

Il potere delle parole

Il post che oggi ti propongo tradotto gratuitamente sottolinea il grande potere delle parole e si collega direttamente alla frase che ho scelto per questo mese, che puoi leggere nella barra a destra. Le parole non sono solo flatus voci, sostiene Pavlina, hanno un enorme potere di influenzarci, quando le leggiamo o le ascoltiamo e, ci invita a riflettere l’autore, di creare conseguenze anche importanti sugli altri, quando a pronunciarle siamo noi.

Le parole sono azioni

Si dice solitamente che sono le azioni che contano, le parole non hanno tutta questa importanza.

Questo modo di pensare sarà anche diffuso ma non corrisponde al vero.

Le parole sono enormemente importanti. Le parole sono azioni e hanno un grosso peso, almeno tanto quanto qualsiasi altro tipo di azione.

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Affila la lama

La traduzione che ti propongo oggi riguarda un post citato in Aumenta la produttività, con i consigli di Steve Pavlina. Se hai letto questo e-book hai sicuramente già un’idea di che cosa tratta. In ogni caso mi auguro che la lettura ti sia utile.

“La settima regola illustrate nel libro Le sette regole per avere successo di Steve Covey è “Affila la lama.”

Covey prende a esempio un taglialegna che, dopo aver abbattuto alberi per parecchi giorni di fila, comincia a diventare sempre meno produttivo. Il continuo utilizzo dell’ascia rende la lama meno tagliente. La soluzione è riaffilarla periodicamente.

Molti non riescono tuttavia a capire esattamente in che cosa consista questo lavoro di affilatura. Se stai lavorando in eccesso e la tua produttività comincia a risentirne, il buon senso dice di prendersi una pausa, magari persino una vacanza. Questo però non è affilare la lama, è posare la lama. Quando posi una lama poco affilata per un po’ di tempo, sarà ancora poco affilata quando la riprenderai in mano.

Del resto affilare la lama è un’attività, come suggerisce l’analogia. Ecco alcune idee per affilare la lama della tua vita:

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Il tuo pensiero dà forma alla tua realtà – seconda parte

Foto Dmytro_R via PIxabay

Ecco la seconda parte del post di Steve Pavlina intitolato Sviluppo psichico, che ti offro tradotto gratuitamente. Se non avessi ancora letto la prima parte clicca qui

 

Le convinzioni creano la realtà

All’epoca in cui ritenevo che le capacità psichiche non esistessero, se avessi mai cercato una prova della loro esistenza non l’avrei trovata. Al contrario, spesso trovavo prove che queste cose erano impossibili.

Ma non appena cominciai a lasciare aperta la porta alla possibilità, quasi immediatamente la mia realtà cambiò per allinearsi alla nuova convinzione.

Non posso dire che probabilmente queste prove erano dappertutto ed ero io che le notavo.  Penso che non siano mai esistite nella mia realtà finché non cambiai idea e cominciai a pensare che potessero esistere.

Mi è capitato di assistere a discussioni di altre persone sulla possibilità che i fenomeni psichici esistano. Una delle due ne afferma l’esistenza, l’altra la nega. Non è mai successo che uno dei due contendenti riuscisse a convincere l’altro  della propria idea.  Le persone cambiano idea per scelta, non perché qualcuno cerca di convincerle di qualcosa. Come dice il proverbio “un uomo convinto contro la sua volontà resta della propria opinione!”  Perciò, qualunque cosa tu creda, essa è vera per te.

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Il tuo pensiero dà forma alla tua realtà – prima parte

la realtà riflette il tuo pensiero. Cambia il tuo pensiero e vedrai la realtà cambiare per allinearsi a quello che pensiFoto Stocksnap via Pixabay

Credere che qualcosa sia possibile o che non lo sia non è privo di conseguenze: le esperienze che riteniamo possibili, le cose che crediamo esistano, entreranno nella nostra vita. Al contrario, tutto ciò che non riteniamo possibile non farà mai parte della nostra realtà. Partendo da questo assunto, verificato nella sua vita tramite esperimenti condotti appositamente, Pavlina invita il lettore a provare a cambiare le proprie convinzioni, aprendo la mente alla possibilità che anche situazioni, cose, esperienze che finora abbiamo volontariamente escluso possano essere vere. È importante farlo perché solo così possiamo cambiare la nostra realtà: se ci convinciamo che qualcosa può essere vero la realtà stessa ce ne fornirà la dimostrazione, permettendoci di farne esperienza. È la teoria della soggettività della realtà.

Su questo sistema, che non è esagerato definire filosofico, si fonda la dottrina della Legge dell’attrazione: noi possiamo attrarre le situazioni che pensiamo siano possibili per noi, possiamo attrarre esclusivamente ciò che riteniamo possibile.

In questo post, di cui ti propongo la prima parte nella mia traduzione, intitolato orginariamente Sviluppo psichico, Pavlina illustra dettagliatamente questo ragionamento.

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